Grazie Papà
Nella mia vita diverse volte ho avuto bisogno di interventi chirurgici ma tutti hanno riguardato funzioni organiche del cuore o altro di simile. Stavolta invece sono stati colpiti gli organi del movimento e perciò, da dopo l’intervento, la riabilitazione sta consistendo nel restituire piena autonomia agli arti.
Al di là del dolore, che per altro è stato comune anche agli altri interventi
chirurgici, in questa fase sto sperimentando l’incapacità di compiere anche il gesto più piccolo senza l’aiuto fraterno di chi, con amore, si è messo a servizio delle mie difficoltà. E’ una gara commovente di sacerdoti e laici che non mi lasciano nelle 24 ore, compresa la notte.
Tutto questo mi sta portando in una meditazione profonda verso la comprensione nella mia carne del disagio dei tanti giovani e meno giovani portatori di handicap; penso ai ragazzi del Piccolo Rifugio, a Luigi, Filippo, Cosimo, Gerardo, e a tutti gli altri che senza qualcuno che provveda alle loro necessità non riuscirebbero ad espletarle. L’atteggiamento di fondo che ho vissuto e vivo, è ancora una volta, con lo sguardo fisso su Gesù, quello del Grazie Papà: certo! Se Dio è il mio papà e mi ama infinitamente, ciò che mi accade, anche se non lo capisco, è un suo delicato e squisito atto d’amore per me e per la Chiesa. E allora, pieno di gioia, gli dico: Grazie, Papà!




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Evangelizzazione: inizio dell’anno pastorale. 














