La fatica della gioia - Pasqua 2011

S
iamo così abituati al finale del Vangelo che forse ne abbiamo perso tutta la portata rivoluzionaria. E’ come se a noi cristiani la resurrezione non cambi effettivamente le carte in tavola. Ci pare che sia più convincente la croce, il venerdì santo. E così viviamo costantemente come cristiani del venerdì santo, smemorati della domenica della Pasqua. Il dolore pare avere più argomenti della gioia. Anzi pare che esso sia totalizzante, concreto, reale, mentre la gioia è solo una pia illusione che scompare subito davanti alla crudezza della realtà.Non ho conosciuto molta gente disposta a scommettere sulla gioia, mentre ne ho conosciuta tanta che non aveva bisogno di molte argomenti per assumere la smorfia del dolore. Gesù viene a portare nella storia un finale diverso. Non è la promessa di qualcosa che dovrà accadere, ma esattamente l’evidenza di una cosa che è accaduta già e che si espande come un onda d’urto fino alla fine del mondo e della storia, cioè la Sua Resurrezione.
E oggi dov’è quest’onda d’urto? Dove si nasconde? Come fa il mondo a vederla e ad aggrapparsi ad essa? Siamo noi quest’onda d’urto, siamo noi quel moto perpetuo di gioia e senso che Cristo ha innescato. Solo attraverso la nostra vita la resurrezione può toccare la storia. Cristo nascosto dentro la nostra umanità.
Ma ci sorge una domanda: come convivono i nostri venerdì santo con l’imperativo della pasqua? Che fine fanno i nostri problemi, le nostre ansie, le nostre paure, le nostre fatiche, i nostri dolori davanti al mattino di pasqua? Essi sono tutti lì, ma non come una sentenza definitiva ma come un “passaggio” che ci conduce altrove. Cristo non ci salva dai problemi, dalle ansie, dalla paura, dal dolore. Cristo ci salva attraverso i problemi che viviamo, le ansie, le paure che proviamo, i dolore che soffriamo. Cristo non ci salva dalla croce ma attraverso la croce.
Qui risiede la nostra gioia, sapere che tutto ciò che ci mortifica, che ci tormenta, che mette a dura prova la nostra pace, è solo un tempo che passa e che ci conduce su terra sicura.
La gioia dei cristiani non è la gioia ingenua dei cretini, ma la gioia sudata dei credenti, cioè di coloro che hanno il coraggio di vivere la settimana santa fino alla domenica senza fermarsi o arenarsi rassegnati alle pendici di qualche oscuro venerdì santo. E per questo vivono la gioia come una direzione da prendere ogni mattina, rischiando tutto.
Buona Pasqua a tutti.



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