Solennità dell'Epifania - 6 gennaio 2012
I cieli narrano la gloria di Dio e il firmamento annunzia l'opera sua (dal salmo 18)

N
ato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”». Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo». Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.
Diciamoci la verità, Erode risulta molto antipatico, e forse in previsione di questo si portava il cognome di Antipa...ma al di là della battuta, la figura di Erode emerge come il primo antagonista di Cristo sulla terra, e il Vangelo lo sottolinea con questa espressione: "All'udire questo,il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme". La venuta di Gesù turba Erode e la maggior parte della gente di Gerusalemme. Perchè? Erode considera Gesù un antagonista, un avversario, qualcuno che è venuto a rovinargli i piani. Ma la verità è che c'è un po di Erode in tutti noi. Quante volte siamo anche noi convinti che Dio rovini i piani della nostra vita, che stravolga le nostre aspettative, che scelga per noi percorsi che non vorremmo fare. Così o ci arrabbiamo con Lui oppure assumiamo un atteggiamento servile, simile a chi vuole imbonirsi chi ha il coltello dalla parte del manico. C'è una distanza abissale tra l'atteggiamento dei Magi e quello degli abitanti di Gerusalemme. I magi, guidati da questa stella, si mettono in cammino da lontano per cercare Gesù; Erode e gli abitanti di Gerusalemme che hanno Gesù nel contado fanno di tutto per sbarazzarsi di Lui. Non dimentichiamoci che lo stesso Erode per sicurezza farà uccidere tutti i bambini sotto i due anni nella zona indicata dai Magi. Dentro di noi ci sono come due anime: una che vuole trovare un senso, e una che ha paura che quel senso rovini le aspettative che ci siamo disegnate dentro la nostra testa. Dentro di noi ci sono carovane di Magi ed Erodi che tirano ora da una parte, ora dall'altra. Credere significa scegliere da quale parte stare. Credere significa prendere sul serio la stella sopra la nostra testa oppure oscurarla, nasconderla, negarla. E la stella non è una cosa astratta, per noi cristiani la stella è la Parola di Dio. Mai come in questo periodo mi accorgo che se non prendiamo sul serio questa stella dentro la nostra vita non arriveremo mai a Gesù. Solo seguendo le coordinate di questa Parola che risplende sulla nostra testa arriveremo davanti a un senso del vivere, davanti a Cristo. Il viaggio dei Magi non è un viaggio mentale, è un viaggio esistenziale, fatto di cose pratiche. Il nostro cristianesimo ha perso la praticità. Noi preferiamo rimanere comodi a casa a tramare contro Cristo e convincendoci che il meglio per noi è ciò che abbiamo stabilito da soli nel nostro delirio di onnipotenza. La festa di oggi ci ricorda che la fede è un viaggio. Che la fede esige decidere da quale parte stare. Che la fede è prendere "praticamente" sul serio un metodo che ha come scopo condurci "realmente" davanti a Cristo. E perchè dovremmo farlo? Perchè davanti a Lui finalmente capiremo qualcosa di noi stessi. Noi cerchiamo Lui per trovare noi stessi. Amiamo Lui per imparare l'amore vero verso noi stessi. Lavoriamo per la Sua volontà per costruire in realtà la nostra felicità, e dare un volto al nostro destino.


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