XXVIV Domenica del Tempo Ordinario/A
Cesare, Dio e notti insonni

I
quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi. Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?». Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio». Si sa, da che mondo è mondo, quando si vuol fare fuori qualcuno basta metterlo contro i poteri forti. Oggi Cesare non è solo il politico di turno, a volte è una testata giornalistica, o una lobby economica, o il mafioso di turno. I poteri forti di turno sono sempre la maniera più efficace di far fuori ciò che è scomodo, ciò che turba, ciò che induce a pensare e sopratutto ad indignarsi. E' quello che capita a Gesù nel Vangelo di oggi. I farisei cercano di metterlo contro i romani, così da giustificare un'azione punitiva su di lui, ma Gesù non solo se la cava benissimo, ne approfitta per rimarcare le proprietà di Cesare e quelle di Dio. "Mostratemi la moneta del tributo". Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».
Straordinaria risposta di Gesù, che potremmo tradurre così: "i soldi dateli pure a Cesare ma le persone non sono di Cesare ma di Dio, perchè il denaro ha sopra l'immagine di Cesare, ma le persone hanno addosso l'immagine di Dio perchè fatte a Sua immagine e somiglianza". Nella vita possiamo barattare tutto, tranne le persone, le loro storie, i loro volti, il loro bene, la loro dignità e persino i loro errori, perchè non appartengono al potere forte di turno, ma a Dio stesso. Ogni mancanza fatta nei confronti dell'altro è uno sfregio a Dio. Noi siamo Suoi, per questo siamo al sicuro. Se fossimo di qualcun altro o di noi stessi, non dovremmo più dormire la notte....e forse tante nostre insonnie vengono dal fatto che ci siamo dimenticati di chi siamo.



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