16Ottobre

XXVIV Domenica del Tempo Ordinario/A

Cesare, Dio e notti insonni

XXVIV Domenica del Tempo Ordinario/A
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I

quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi. Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?». Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio». Si sa, da che mondo è mondo, quando si vuol fare fuori qualcuno basta metterlo contro i poteri forti. Oggi Cesare non è solo il politico di turno, a volte è una testata giornalistica, o una lobby economica, o il mafioso di turno. I poteri forti di turno sono sempre la maniera più efficace di far fuori ciò che è scomodo, ciò che turba, ciò che induce a pensare e sopratutto ad indignarsi. E' quello che capita a Gesù nel Vangelo di oggi. I farisei cercano di metterlo contro i romani, così da giustificare un'azione punitiva su di lui, ma Gesù non solo se la cava benissimo, ne approfitta per rimarcare le proprietà di Cesare e quelle di Dio. "Mostratemi la moneta del tributo". Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».

Straordinaria risposta di Gesù, che potremmo tradurre così: "i soldi dateli pure a Cesare ma le persone non sono di Cesare ma di Dio, perchè il denaro ha sopra l'immagine di Cesare, ma le persone hanno addosso l'immagine di Dio perchè fatte a Sua immagine e somiglianza". Nella vita possiamo barattare tutto, tranne le persone, le loro storie, i loro volti, il loro bene, la loro dignità e persino i loro errori, perchè non appartengono al potere forte di turno, ma a Dio stesso. Ogni mancanza fatta nei confronti dell'altro è uno sfregio a Dio. Noi siamo Suoi, per questo siamo al sicuro. Se fossimo di qualcun altro o di noi stessi, non dovremmo più dormire la notte....e forse tante nostre insonnie vengono dal fatto che ci siamo dimenticati di chi siamo.

Written by Don Luigi Maria Epicoco, Posted in commento

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