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Te Deum laudamus: "Ki Le'olam Hasdo"

on . Posted in liturgia - Feste liturgiche parrocchiali

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TE-DEUM-1Questa sera, ultimo giorno dell'anno, come la comunità cristiana ha sempre fatto, renderemo grazie al Signore per le Grazie ricevute in questo tempo. Alle ore 16 Adorazione Eucaristica - S. Rosario - Canto dei Vespri - Celebrazione Eucaristica di ringraziamento alle ore 17.30.

Domani 1 gennaio 2009 inizieremo la celebrazione delle ore 11 con l'invocazione allo Spirito Santo ed il Canto del Veni Creator.


T
e Deum laudamus: "Ki Le'olam Hasdo, Eterna è la Sua Misericordia."



Accanto la prima parte della partitura gregoriana del tono solenne del Canto del Te Deum estratta dal Graduale Romano del 1961. Di seguito una breve spiegazione e la parte restante della melodia.
Aggiungiamo anche la versione "simplex" che può essere utilizzata, data la sua semplicità, nelle nostre celebrazioni 

Canto del Te Deum   - fonte dalla rete - © http://www.zammerumaskil.com


L'inno Te Deum laudamus
, con cui tradizionalmente ringraziamo il Signore Dio dei benefici da Lui ricevuti, pure se detto "inno ambrosiano", è una composizione poetica adesso attribuita con certezza a Niceta di Remesiana, intorno all'anno 400.Originariamente si rivolgeva a Cristo Dio e Signore: "Te (o Cristo) noi lodiamo Dio! Te (o Cristo) noi professiamo Signore!". Successivamente, con l'attenuarsi delle eresie sulla Persona Divina e sulla Divina Signoria di Gesù, poco alla volta la pietà cristiana lo ha indirizzato al Padre e al Figlio e allo Spirito; infatti, con questa qualificazione trinitaria noi lo abbiamo recepito e a nostra volta lo trasmettiamo.

Nella Chiesa cattolica il Te Deum è legato alle cerimonie di ringraziamento; viene tradizionalmente cantato la sera del 31 dicembre, per ringraziare dell'anno appena trascorso, oppure nella Cappella Sistina ad avvenuta elezione del nuovo pontefice, prima che si sciolga il conclave.Nella Liturgia delle Ore trova il suo posto nell'Ufficio delle letture, nelle solennità e nelle feste, in tutte le domeniche, nei giorni fra l'ottava di Natale e quelli fra l'ottava di Pasqua. Diversi autori si contendono la paternità testo.

Tradizionalmente veniva attribuito a san Cipriano di Cartagine oppure, secondo una leggenda dell'VIII secolo, si è sostenuto che fosse stato composto a due mani da sant'Ambrogio e da sant'Agostino il giorno di battesimo di quest'ultimo, avvenuto a Milano nel 386, per questo è stato chiamato anche inno ambrosiano.Oggi gli specialisti attribuiscono la redazione finale a Niceta, vescovo di Remesiana (oggi Bela Palanka) alla fine del IV secolo.Dall'analisi letteraria, l'inno si può dividere in tre parti.

• La prima, fino a Paraclitum Spiritum, è una lode trinitaria indirizzata al Padre. Letterariamente è molto simile ad un'anafora eucaristica, contenendo il triplice Sanctus.
• La seconda parte, da Tu rex gloriæ a sanguine redemisti, è una lode a Cristo Redentore.
• L'ultima, da Salvum fac, è un seguito di suppliche e di versetti tratti dal libro dei salmi. La sua recitazione è facoltativa. Solitamente viene cantato a cori alterni : Sacerdote o celebrante e il popolo.
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Te Deum laudamus - versione simplex - primo versetto
La versione simplex o popolare

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Di seguito la partitura in notazione moderna estratta dal sito curato da Marco Voli
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