20 Luglio 2008
IN COMUNIONE DI PREGHIERA
mons. Marco Frisina
Nella Liturgia delle Ore la Chiesa prega con Cristo e innalza a Dio il suo canto di lode e d’amore.
Spesso nel passato si è pensato che il “Breviario” fosse una prerogativa esclusivamente clericale,
riservata ai sacerdoti e quindi non accessibile ai semplici fedeli. Quando ero bambino vedevo i
preti della mia parrocchia inginocchiarsi in chiesa e aprire il loro libro delle Ore sussurrando salmi
e preghiere, altre volte li vedevo passeggiare con il loro breviario e non capivo bene cosa stessero
facendo. Ero incuriosito da questo loro comportamento e nello stesso tempo attratto da quel
raccoglimento e dal silenzio che avvolgeva quei momenti. Più tardi mi dissero che quella era la
preghiera quotidiana del sacerdote, il suo compito giornaliero che lo poneva in perenne contatto
con Dio e che scandiva i momenti del loro impegno pastorale. Da questa dimensione intima e
privata della preghiera delle Ore, ben presto mi accostai a quella comunitaria e più solenne e capii
che la Liturgia delle Ore non era una esclusività del clero ma era un bene della Chiesa intera e che
non solo anch’io potevo leggere quello che era contenuto in quel libro misterioso, ma addirittura
compresi che quei salmi e quelle preghiere mi riguardavano. Quella preghiera era la mia e io
potevo insieme ai miei sacerdoti pregarla, cantarla, condividerla con tutta la Chiesa respirando in
sintonia con il mondo intero, con tutti i battezzati che, sparsi nel mondo, innalzavano a Dio il loro
cuore.
La Liturgia delle Ore ci fa partecipare al respiro orante di tutta la Chiesa, ci fa essere in sintonia
con ogni battezzato, e soprattutto con Cristo stesso che prega con noi e in noi. Nel flusso luminoso
dello Spirito la preghiera dei salmi ci fa vibrare in consonanza con il dolore e la gioia dei nostri
fratelli. Ci fa partecipare delle intenzioni di tanti cuori sparsi nel mondo di cui noi ignoriamo
perfino l’esistenza, ma che sono uniti a noi dall’unica realtà del Corpo di Cristo, da quel mistero di
comunione e d’amore che è la Chiesa. La preghiera la fa crescere e dilatare facendone espandere i
rami e donandole germogli e fiori capaci con il loro profumo di giungere fino al cuore di Dio.
Inoltre, la Liturgia delle Ore è composta essenzialmente dai salmi, che sono un meraviglioso dono
di Dio perché ci insegnano a pregare, addirittura ci pongono in bocca la preghiera più giusta ed
autentica, fatta secondo i desideri del Signore. Offrendo la nostra mente, il nostro cuore e le nostre
labbra a queste preghiere noi ci facciamo strumento d’amore per tutti, anche per chi non sa
pregare, condividendo la sofferenza di chi soffre, e il gaudio di chi gioisce. L’amore e la gioia di
essere Chiesa ci fa sentire una cosa sola con loro e ci fa essere forti quando siamo deboli, coraggiosi
quando siamo stanchi e scoraggiati. Il vescovo Diodoro di Tarso diceva che il Salterio è come una
farmacia in cui si trova ogni genere di medicina per guarire il cuore degli uomini. Tutti i salmi
infatti, nelle loro diversità, contengono le parole più giuste per ogni tipo di sentimenti e di moti
dell’anima, la confidenza con il Salterio ci fa essere capaci di comprendere meglio i fratelli e di
unirci a loro nella preghiera.
Dobbiamo dunque imparare ad apprezzare maggiormente la Liturgia delle Ore, pregando con essa
in modo profondo e partecipato, comprendendo che la santificazione del tempo fa crescere la
comunione e la condivisione. La gioia di vivere la preghiera della Chiesa come la nostra preghiera
dilaterà la nostra anima, la farà capace di accogliere la preghiera dei poveri che attendono dalle
nostre suppliche l’aiuto di Dio. Allarghiamo le pareti del nostro cuore rendendolo sempre più
conforme alla grandezza del cuore di Dio!
(da “Culmine e fonte” 1/2008)
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