| Atteggiamenti - parte 4 |
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| Scritto da luca | |
| mercoledì 12 novembre 2008 | |
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L'Abc della Liturgia/63
l’inchino o l’atto di inchinarsi esprime benevolenza, ascolto, riverenza e onore, disponibilità ed attenzione. In questo senso il primo che s’inchina non è l’uomo, ma Dio: egli si china per vedere, ascoltare, aiutare, in atteggiamento d’amore, misericordia, perdono e servizio. Anche l’uomo è chiamato ad inchinarsi per esprimere ascolto attento e disponibile, riverenza, amore fiducioso, umiltà, per manifestare il proprio pentimento.
Il nuovo OGMR dice che con questo gesto s’indicano la riverenza e l’onore che si danno alle persone o ai loro segni. Vi si distinguono due specie d’inchino, del capo e del corpo: Si sottolinea anche che i fedeli “che non si inginocchiano alla consacrazione, facciano un profondo inchino mentre il sacerdote genuflette dopo la consacrazione” (ORGM 43).
Anche prima di ricevere il Corpo del Signore, tale gesto dovrebbe imporsi, purché non disturbi gli altri e non ostacoli la processione. |
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