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Struttura

Descrizione dell’odierna  Chiesa Parrocchiale di S.Agata in Ferentino - a cura della prof.ssa Tiziana Bianchi. 
 
La facciata.

facciata-1La Chiesa si affaccia direttamente sulla Via Casilina, ergendosi su una crepidine di quattro gradini.
La facciata maestosa, ma nel contempo agile e svettante, presenta elementi architettonici di derivazione classica: sul portale d’ingresso a due battenti, spicca un timpano sostenuto da due paraste con triglifi e capitelli con foglie d’acanto e sormontato da una prima lunetta a tutto sesto.


Sui lati, la decorazione è costituita da una coppia di grandi paraste sovrapposte e da una terza presso l’angolo, sormontate da capitelli ionici ornati da ovoli.Una seconda lunetta anch’essa a tutto sesto, ma più grande, costituisce il coronamento dell’intera struttura: nella sua parte centrale si innalza , tra due elementi marmorei laterali a forma di fiamma, la grande croce, segnacolo della presenza di un edificio sacro.

E’ chiaro fin dall’esterno, pertanto, che l’elemento architettonico privilegiato è l’arco che, infatti, informerà di sé tutta la struttura architettonica interna.

 

 

 

facciata-2L’impianto della facciata risale alla chiesa del XVIII secolo, miracolosamente rimasto illeso nella sua parte sinistra  dal bombardamento aereo del 24 maggio del ’44 che causò la distruzione  dell’intero edificio sacro (fatta eccezione per la parete laterale destra ed il campanile), del chiostro, dell’ antico convento francescano, divenuto dopo l’arrivo dei guanelliani “Casa Divina Provvidenza”, e di gran parte del borgo di S.Agata.


La chiesa attuale, pertanto, è il frutto della ricostruzione postbellica che si data tra il 1945 ed il 1947.

 
L’interno:
Tutti gli ambienti sono stati restaurati nel 2004 ad opera del penultimo parroco don Rocco Gigliola.

a) La navata
 
navata-1L’interno presenta una sola navata coperta con volta a botte, lungo le cui generatrici si aprono due finestre fortemente strombate. Essa è occupata da due file di banchi ai lati del corridoio centrale: quelli di sinistra, fintanto che sono stati presenti nella Casa Divina Provvidenza, erano riservati agli orfanelli. Il pavimento è in marmo giallo con riquadri bordeaux.
Le pareti intonacate di un giallo tenue , presentano un alto zoccolo di marmo marrone.
Entrambe le pareti laterali sono costituite da una teoria di cinque archi a tutto sesto alternativamente più grandi e più piccoli, sottolineati da cornici in marmo marrone.
Di questi, su ogni lato, tre archi danno accesso ad altrettante cappelle, mentre gli altri due sono ciechi: rispettivamente quelli centrali, dove si aprono i confessionali lignei, e la coppia più vicina al presbiterio dove si aprono due porte che servono, quella di destra, un piccolo ripostiglio e, quella di sinistra, la sacrestia.
Lungo le pareti laterali si trovano, a ricordo delle 12 tribù d’Israele, le 12 croci unte con l’olio sacro dal vescovo di Ferentino Mons.Tommaso Leonetti durante la consacrazione della chiesa avvenuta il 26 marzo 1960. Nella fascia sottostante, sono stati posti i quadri della “Via Crucis” in rame sbalzato, realizzati dall’artista lombardo Vincenzo Caminada , acquistati con le offerte devolute dal Vescovo e dai parrocchiani d’Italia e d’America. Essi furono benedetti il 10 settembre 1967 dal parroco don Ernesto Tentori in occasione delle celebrazioni per i festeggiamenti del Ventennale della parrocchia.

 


Particolari Via Crucis


b) Le cappelle votive:

Si presentano riccamente ed elegantemente decorate di marmi di vario colore che ne ornano l’altare, le pareti e le nicchie, laddove presenti.
Le cappelle che si aprono lungo la parete laterale sinistra, procedendo verso il presbiterio, sono dedicate a:
 

cappella-san-giuseppe- San Giuseppe: priva di altare, è quasi completamente rivestita da piccole lastre di marmo avana con venature grigie e presenta un pavimento in marmo marrone con disegno a raggiera in marmo bianco.

 

La cappella è stata restaurata e dedicata a S.Giuseppe nel 1998 dal parroco don Rocco Gigliola.

Occupata  fino  alla  fine  degli  anni ‘70 dal fonte battesimale, ospita oggi, su un alto basamento rotondo in marmo marrone chiaro, la statua del santo commissionata nel 1957 e acquistata con le offerte devolute dalle parrocchiane appartenenti all’Azione Cattolica e da benefattori americani.



2-11-2011-10- San Luigi Guanella: nella cappella con alto zoccolo in marmo policromo, sono presenti un altare sorretto da quattro colonnine in marmo bordeaux , ed un  tabernacolo cesellato (con la rappresentazione dei discepoli di Emmaus)  di elegante fattura e risalente al 1965.
Nella sovrastante edicola, a forma di tempietto, in occasione della canonizzazione di don Luigi Guanella, avvenuta in Piazza S. Pietro il 23 ottobre 2011, e per volontà dell'attuale parroco don Giuseppe Pavan, il quadro rappresentante il beato è stato sostuito da una statua policoma in legno di cirmo, opera della famiglia Stufflesser di Bolzano. Essa rappresenta il santo che si prende cura di un orfanello: una delle attività caritative principali svolte per anni nella Casa Divina Provvidenza di Ferentino. La statua è stata benedetta dal Vescovo Mons. Ambrogio Spreafico durante la solenne concelebrazione del 30 ottobre 2011 ed è stata collocata nella nicchia il giorno 02 novembre 2011, al termine dei festeggiamenti riservati al santo fondatore da tutta la comunità parrocchiale di S. Agata.
La Cappella, eretta nel 1962, ad opera dell’architetto Aldo Gazzero di Roma, venne dedicata a San Giuseppe vista la contemporanea erezione in parrocchia della  “ Pia Unione di S.Giuseppe per i morenti” il 21 luglio 1962 su decreto del vescovo Mons. Tommaso Leonetti.
Nel 1968, però, il parroco don Ernesto Tentori, avendo spostato la statua di San Giuseppe nella cappella dedicata al SS. Crocifisso che, a sua volta, dal 17 marzo venne posto nella parete di fondo della navata centrale, dedicò la cappella a don Luigi Guanella per celebrare anche nella nostra città la beatificazione del fondatore, avvenuta nella Basilica Vaticana in Roma il 25 ottobre 1964.

 

 


cappella-crocifisso-2011- SS.Crocifisso: la cappella, dedicata al SS. Crocifisso dal vescovo Mons. T. Leonetti, l’11 settembre 1950, è particolarmente preziosa. Presenta un alto zoccolo in marmo marrone chiaro, un altare in marmo bianco sorretto da quattro colonnine in marmo bianco e grigio ed un tabernacolo, incastonato in lastre di marmo giallo, su cui è raffigurato il Sacro Cuore di Gesù.

La grande edicola , completamente rivestita di lastre in marmo bianco con venature grigie, è ornata da  un arco a tutto sesto in marmo bianco con tarsie geometriche in marmo giallo, verde e bordeaux.


Essa conserva il pregevole simulacro ligneo, opera di Fra Vincenzo da Bassiano, risalente al 1669.

ll Crocifisso miracoloso è venerato dall’intera cittadinanza ferentinate il giorno della Festa dell’Esaltazione della Santa Croce e viene portato in processione lungo le strade  della  città  durante gli anni  giubilari o  le occasioni  eccezzionali della  chiesa  locale.
     

 

Le cappelle che si aprono lungo la parete laterale destra, procedendo sempre verso il presbiterio,sono dedicate a:
 

 

cappella-agata- Sant' Agata: la cappella con alto zoccolo di marmo bianco con venature gialle e grigie, presenta un altare in marmo bianco sorretto da due piastrini pure in marmo bianco. Sull’altare si apre la piccola nicchia interamente decorata a mosaico ed ornata da una cornice in marmo giallo e marrone. Sul giunto in chiave è stato posto lo stemma dei Servi della Carità.


Inizialmente dedicata nel 1957 a S. Giuseppe e, successivamente dal 1962 a don L.Guanella, dal 1966 ospita la statua policroma in cartapesta  della Santa  titolare della Chiesa Parrocchiale, offerta da un benefattore il 5 febbraio 1956.
Il simulacro è stato portato per la prima volta processionalmente per le vie della parrocchia nel febbraio del 2007.

 




cappella-san-antonio- Sant' Antonio da Padova: il culto di questo santo nella nostra parrocchia è antichissimo.
Nel 1931, come attestano diverse fotografie conservate nell’Archivio Storico Parrocchiale, solenni festeggiamenti, in occasione del VII Centenario della morte del santo, si tennero nella nostra chiesa.  L’antica statua lignea, purtroppo, è  andata distrutta durante il bombardamento del 1944; quella attuale, risale alla metà del XX secolo. La cappella , opera dell’architetto A. Gazzero, presenta la stessa decorazione di quella dedicata al  Beato L. Guanella  con qualche variante nella scelta dei marmi.
Inoltre, qui il tabernacolo reca la rappresentazione dell’Agnello e la piccola nicchia dove è posta la statua del santo, è interamente rivestita di tessere musive.
La cappella, dedicata il 14 settembre 1953 durante la celebrazione presieduta dal superiore della Casa don Antonio Passone, venne offerta dalla Casa Divina Provvidenza ed intitolata a S. Antonio in quanto protettore dell’Opera di Ferentino.

 


cappella-immacolata-2011- Immacolata Concezione: anche questa cappella è particolarmente ricca di decorazioni, ma è l’unica visibile anche dall’esterno perché aggettante sulla adiacente Via S.Agata, così come avveniva in antico nella chiesa francescana distrutta dalle bombe della II guerra Mondiale. Opera dell’architetto A.Gazzero, venne realizzata nel 1953 con il contributo di benefattori americani e dei parrocchiani iscritti alla Pia Unione dell’Immacolata, associazione eretta nella nostra parrocchia il 24 ottobre 1892 su decreto del vescovo di Ferentino Mons. Pietro Facciotti.
Presenta un tabernacolo e un altare in marmo bianco sorretto da quattro colonnine in marmo verde. L’altare, su cui officiò per la prima volta don Luigi Frangi S.d.C., fu consacrato dal vescovo Mons. T. Leonetti il 14 settembre 1953, per celebrare l’apertura dell’anno mariano del 1954 e il ritorno da Roma della statua restaurata.
La nicchia, ornata da due colonne in marmo bianco con venature grigie e da un archivolto in marmo bianco con tarsie geometriche gialle,  è completamente decorata a mosaico con motivi a stella. 

Essa conserva la statua della Madonna Immacolata in cartapesta di buona fattura, commissionata ad artigiani romani dai frati minori rimasti custodi della Chiesa di S.Agata fino al 1904. 


L’opera  risale al 1854, anno stesso della proclamazione del relativo dogma da parte del papa Pio IX. Si tratta di uno dei simulacri della Madonna più famosi della città e più cari alla cittadinanza. La statua viene esposta alla particolare venerazione dei fedeli durante la novena all’Immacolata Concezione e portata processionalmente per le strade della città ogni 7 anni.

 

 

 

Particolari Simulacri

Particolari dei tabernacoli delle cappelle

 

c) Il presbiterio:
 

E’ separato dalla navata da un grande arco a tutto sesto ornato da una doppia cornice in marmo marrone e grigio; mentre una doppia teoria di tre archi a tutto sesto ne costituisce le pareti laterali: quelli centrali sono notevolmente più ampi dei due laterali, ma tutti presentano una cornice in marmo giallo con venature marroni.
Il presbiterio è pavimentato con lastre di marmo giallo e coperto da volta a botte che presenta lungo le generatrici tre grandi finestre rettangolari strombate che diffondono calda luce all’interno.

 

Vi si accede attraverso una crepidine di tre gradini in marmo bianco, sulla cui sommità, fino alla fine degli  anni ’70, si ergeva una balaustra di colonnine di marmo bianco con venature marroni e bordeaux, oggi in parte visibile a chiusura dei due archi centrali laterali.

 

Attualmente, sulla sommità della crepidine si trovano:
 
particolare-ambone- a destra, l’ambone: su una colonna marmorea gialla, poggia il leggio in marmo bianco decorato da una grande aquila in bronzo, ivi collocata durante il restauro del 2004;

 


- a sinistra, accanto al cero pasquale, il fonte battesimale:fonte-battesimale su una colonna in marmo giallo poggia la semplice vasca ottagonale in  marmo bianco, opera della ditta P. Grazzi di Pietrasanta (Lucca) su disegno del Geom. Domenico Cataldi di Ferentino.
Offerto dai bambini della Prima Comunione dell’anno 1972, venne inaugurato il 14 settembre dello stesso anno, giorno in cui vi venne celebrato il primo battesimo.
Lungo la parete laterale destra, gli archi sono ciechi, tranne la parte inferiore di quello centrale chiuso dalla balaustra come già detto.
I piedritti degli archi presentano un alto zoccolo in lastre di marmo di colore bianco con numerose venature grigie.

 




Qui sono visibili:

 


particolare-su-trono- addossata al primo arco cieco, la sede del celebrante: a tre scranni in marmo marrone, presenta quello centrale più grande, dotato di braccioli e sormontato da un tondo in marmo marrone chiaro  recante la rappresentazione della discesa dello Spirito Santo in forma di colomba. La sede si raggiunge attraverso una crepidine di due gradini in marmo marrone;
- nella parte inferiore del grande arco centrale, uno spazio un tempo riservato alle suore guanelliane “ Figlie di Santa Maria della Provvidenza ”, ora non più presenti in parrocchia;
- addossata al terzo arco cieco, una mensola in marmo bianco per gli arredi sacri.

La parete di fondo, costituita da un grande arco a tutto sesto completamente cieco e sottolineato da una cornice marmorea verde, presenta un alto zoccolo di marmo giallo a cui è addossata la grandiosa decorazione centrale in marmo bianco con motivi geometrici policromi, che conserva:

 


- il tabernacolo dorato che si raggiunge attraverso una doppia scala di tre gradini in marmo marrone; esso reca la rappresentazione del calice e dell’ostia ed è incastonato in un’edicola marmorea a forma di tempietto con colonnine verdi e timpano bianco. Questo è sormontato da un secondo tempietto fortemente aggettante e in marmi policromi che custodisce l’Occhio di Dio in metallo dorato.

- una grande pala d’altare  risalente al XVIII secolo, già presente nella precedente chiesa, opera attribuita alla scuola di Carlo Maratta [E. CANIGLIA MOLA, Appunti ed osservazioni dalla catalogazione dei beni storico-artistici di Ferentino, in Latium, 10 - 1993, pp. 283-284]. , che rappresenta la Madonna con Bambino tra i Santi Francesco a destra ed Agata a sinistra. E’ inquadrata da una doppia cornice in marmo bianco e verde, posta tra due paraste in marmo bordeaux sormontate da una lunetta campita da lastre di marmo giallo e ornata da un archivolto in marmo marrone.

 

Presso l’angolo sinistro della parete si trova la consolle dell’organo, mentre le canne sono state poste nell’ex-cantoria soprastante il portale d’ingresso.
 
organo-1L’organo fu inaugurato il 27 ottobre 1963, giorno della festa di Cristo Re,con un concerto tenuto da  padre Edmondo Scaccia dell’Abbazia di Casamari ,per festeggiare il 25° di sacerdozio del parroco don Luigi Romanò.


L’impianto, realizzato dalla ditta Giovanni Zenoni di Pescara, è stato restaurato nell’anno 2004. Il 20 giugno dello stesso anno, il Coro della Diocesi di Roma, diretto dal M° Mons. Marco Frisina, ha tenuto un concerto di musica sacra nella nostra parrocchia per celebrare l’evento.

La parete laterale sinistra è completamente aperta verso la grande cappella laterale, attraverso i tre archi a tutto sesto, dei quali solo il centrale più grande, come si è detto, è chiuso dalla balaustra.

 



interno-2Al centro del presbiterio, su un basamento marmoreo circondato da una crepidine di due gradini in marmo marrone, si erge l’altare maggiore in marmo bianco, che presenta tarsie geometriche sulle facce e colonnine presso gli angoli in marmo giallo.
Venne realizzato nel 1955 dall’architetto A. Gazzero, su commissione del parroco don Luigi Romanò che vi officiò per la prima volta nel giorno liturgico della Madonna della Divina Provvidenza (terza domenica di novembre)di quello stesso anno. Fu, però,  consacrato dal vescovo Mons. T.Leonetti il 26 maggio 1960, festa dell’Ascensione e anniversario della prima messa celebrata dal Beato Luigi Guanella in S.Agata.
Esso ha fatto corpo unico con il tabernacolo fino al 1965, quando, in ottemperanza alle disposizioni liturgiche stabilite dal Concilio Vaticano II, venne posto al centro del presbiterio e rivolto verso i fedeli.
Nell’altare furono poste le reliquie dei Santi: Agata; Ambrogio martire,nostro protettore; Benigno martire; Celestino V papa; Francesco d’Assisi; Carlo da Sezze; Lucia Filippini e Geltrude Vergine.

 

Inoltre, al centro del paliotto, il 14 settembre 1965, venne incastonato, per volontà del parroco don Ernesto Tentori, un grande reliquiario quadrato in  metallo dorato che conserva, intorno ad una reliquia della Colonna della Flagellazione di Gesù, quelle del Beato Luigi Guanella, di S.Agata, di S.Ambrogio Martire e di San Pietro Celestino V.
A sinistra dell’altare, si innalza la Croce astile bronzea.

In corrispondenza dell’altare maggiore si trova un locale sotterraneo, in antico comunicante con la chiesa attraverso una botola ben visibile nel culmen dell'unica vela completa della volta a crociera che ne costituiva la copertura. La poderosa volta, in opera incerta, infatti, è stata tagliata successivaqmente da strutture murarie che affacciano lungo la Via S.Agata.
Al suo interno si conserva un muro di sostruzione di epoca romana in opera quadrata di travertino di buona fattura. Oggi l’ambiente presenta un pavimento in cemento, gettato negli anni ’70, all’altezza degli attacchi della volta dei quali è visibile solamente una grande mensola in blocchi di travertino.
Molto probabilmente è questa la cripta della chiesa a cui fanno riferimento il primo parroco di S.Agata, don Luigi Romanò, il nostro parrocchiano sig. Alberto Cedrone, autore di numerose cronache d’epoca, e lo storico locale, sig. Benedetto Catracchia. La notizia più antica dell’esistenza della cripta , si trova in “ Memorie istoriche delle chiese e dei conventi” di Padre Casimiro, opera del 1764, nella quale il frate minore riferisce “..di una cripta dedicata ai sette dolori della Vergine”.
La nostra tradizione storica ci ricorda che in essa è stato sepolto il martire Ambrogio fino all'anno 824 e in un secondo periodo nell'anno 1327, San Pietro Celestino V prima del suo definitivo spostamento nella Basilica di Collemaggio a L'Aquila. 
Presto una sezione interamente dedicata ai riferimenti storici di questo luogo: diversi autori infatti, nel corso della storia hanno fatto riferimento ad esso.

Particolari della Cripta prima della bonifica dell'agosto/settembre 2013

Particolari della Cripta dopo la bonifica dell'agosto/settembre 2013

La grande Cappella laterale:

Era anticamente riservata agli anziani ospitati nella Casa della Divina Provvidenza che qui trovavano alti e comodi sedili in legno per poter seguire i riti sacri.
Di forma rettangolare, è completamente intonacata di giallo ocra ed attualmente occupata da quattro file di banchi. Essa presenta delle aperture negli angoli più vicini al presbiterio: quella di destra, è una piccola porta che dà accesso al campanile; quella di sinistra conduce alla navata della chiesa.

 

Le pareti laterali sono occupate da due grandi raffigurazioni:
- a destra, una pala d’altare rappresentante la Madonna quale Madre della Divina Provvidenza, patrona della Congregazione dei Servi della Carità. L’opera databile agli anni ’50, è stata realizzata da don Carlo Coppotelli, allora parroco della Chiesa di S.Maria Maggiore in Ferentino. La sua cornice, datata al 1938, era originariamente la cornice della  pala che oggi campeggia sull’altare maggiore della chiesa;
- a sinistra un quadro che riproduce il nostro Crocifisso colto nel momento della morte. Egli incombe su una Gerusalemme squassata dal terremoto mentre due angeli Lo sollevato verso il cielo. L’opera è stata appositamente realizzata dal nostro parrocchiano, sig. Giuseppe Giacometti, e dallo stesso donata alla nostra chiesa nel 2007, per celebrare il Centenario della venuta di don L. Guanella a Ferentino ed il sessantesimo dell’istituzione della Parrocchia.
Nella parete laterale sinistra, inoltre,  si apre una porta dalla quale si può accedere alla sacrestia.
Anche la parete di fondo presenta una grande porta che affaccia su un ampio corridoio che serve alcuni locali della Casa della Divina Provvidenza.
Su questa porta si trova un ballatoio dal quale i malati, un tempo ricoverati nelle strutture d’accoglienza, potevano assistere ai riti sacri.

Particolari vari dell'interno della Chiesa

 


Rimettiamo di seguito le foto relative alle strutture esterne. Ringraziamo per le foto il Sig. Alfredo Vitale.

 


Foto esterno-Chiesa e Casa Divina Provvidenza

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