Messaggio di auguri per il Santo Natale 2009
entriamo con oggi, nella novena di Natale: nove giorni ci separano dalla nascita del Signore. Quella che celebreremo non sarà una semplice memoria di un evento accaduto 2009 anni fa, no,no non un semplice ricordo o commemorazione ma un avvenimento unico che si rinnova sempre: Dio si fa uomo per raccogliere e sostenere gli uomini.
Che cos'è il Natale per me, oggi? Per la mia famiglia? Per la nostra comunità cristiana?Non possiamo ridurci a dire buone feste, buon panettone, buon spumante o buona "mangiata": infatti, il Natale è l'Amore di Dio che si dona senza riserve.
Quanti sono oggi coloro che si sentono soli, a cominciare da noi stessi, quanti si sentono non accolti dall'altro: i figli non riescono a dialogare con i genitori perché magari troppo presi dal lavoro o più in generale dalla loro vita, il marito non dialoga con la propria moglie e viceversa, gli ammalati abbandonati al loro stessi su un letto di ospedale, i carcerati ormai esclusi dal circuito "bene" della nostra società, ecc...
Come vedete la nostra società iper tecnologica, piena di strumenti per comunicare è arrivata apparentemente ad un corto circuito. Siamo al buio e non vediamo più i bisogni dell'altro, le sue necessità. Riusciamo a vedere i nostri soltanto e lì ci fermiamo.
Accoglienza: questa è la chiave di svolta. Ognuno di noi ha i suoi problemi ma non possiamo non accogliere i problemi dei nostri fratelli, anzi dobbiamo condividerli con loro.
Questo ci viene a ricordare il Natale di Gesù. Il Natale non può essere la "magia del Natale", non può essere il misticismo della notte di Natale e basta, non possiamo ridurci a contrabbandare la bellissima parola "Buon Natale" con una carica di egoismo e invidia che ognuno si porta dentro.
Gesù viene per condividere i nostri problemi, allora "Buon Natale!" perché Lui è venuto a raccoglierci e noi vogliamo imparare da Lui e capiamo che questa è la strada, quella cioè di dare tutto; non il denaro, quello non serve! Tutto significa, tutto l'Amore, l'attenzione, la cura, il coraggio, di guardare in faccia l'altro: nessuno è straniero in casa mia, nessuno è lontano, nessun luogo è lontano. I sacerdoti in questo ci aiutano poiché non sono custodi di barche vuote o di banchi rimasti dolorosamente spogli di persone, sono coloro che invece vanno in cerca, a cercare con Gesù ogni fratello e sorella, ogni "situazione" delicata. Per mamma e papà "buon Natale" significa essere una famiglia felice come la famiglia di Nazareth con Maria, Giuseppe e il Bambinello Gesù. Per i malati "buon Natale" significa che Gesù sta lì nel loro letto di dolore e sopportazione perché anche Lui lo ha sperimentato come ha sperimentato la solitudine, la persecuzione, il carcere, la flagellazione, la sofferenza, la Croce e la morte, ma Lui è con noi ad accoglierci. Questo è "buon Natale": guardare alle situazioni di necessità ed emergenza con il cuore, l'attenzione il rispetto e dire: "Eccomi! - tutto il mio Amore, tutto per te" allora anche il panettone serve a sottolineare che è cominciato qualcosa di bello che noi condividiamo insieme al panettone.
Buon Natale a tutti voi, cari fratelli!
il parroco don Giuseppe e il consiglio pastorale
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