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Luce e ombra

Un albero, grande, ricco di fiori e frutti, illuminato dal sole splendente è bello a vedersi e da gioia…ma ha un difetto….fa ombra!Quest’immagine è simile ad un uomo, ad ogni uomo che viene nel mondo.Illuminato da Cristo, vera luce e Vita è grande, bello e fecondo di opere buone ma conserva però le sue fragilità….

Luce e ombra

Il Rosario è la preghiera di chi usa il cuore non la testa (Tracce di Parola di Dio nella festa della Regina del Rosario)

"In quel tempo, i settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». Egli disse loro: 'Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore'". In un mondo come il nostro che vuole credere in qualcosa ma non in qualcosa che è più grande dei propri ragionamenti, si fa fatica ad accettare il Mistero di Dio come un oceano molto più grande della nostra capacità di contenerlo. Così di Cristo ci prendiamo qualche insegnamento, le idee più emozionanti, e i gesti più significativi, specie quando riguardano poveri e sofferenti, ma scartiamo la cosa più significativa di Lui: Gesù non è solo un uomo straordinario, è davvero il Figlio di Dio. E' molto di più di quello che riusciamo a ragionare su di Lui. Ma non se la passa neanche altrettanto bene il male, con l'unica differenza che a lui conviene che non si creda nella sua presenza. Nel nascondimento può agire indisturbato usando la libertà di ciascuno di noi che lo asseconda in alcuni pensieri, in alcune ferite, in alcuni blocchi di rancore e odio. Il male c'è ed esiste, e per quanto possiamo farci qualche risatina da chi si sente emancipato rispetto a queste idee, sappiate che da prete non poche volte mi è capitato di vederlo esplicitamente all'opera. Ho capito anche che la cosa che non sopporta è l'umiltà, per questo odia Maria, la più umile tra tutti, e per questo Maria ha un potere immenso su di lui. E detesta il Rosario perché è la preghiera degli umili, è la preghiera di chi deve usare il cuore, non la testa. E' interessante che il Vangelo ce lo ricorda oggi, festa della Madonna del Rosario. #dalvangelodioggi

La misura finita del tempo a nostra disposizione (Tracce di Parola di Dio del 6.10.2017)

In quel tempo, Gesù disse: «Guai a te, Corazìn, guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che avvennero in mezzo a voi, già da tempo, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, nel giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi. E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me, disprezza colui che mi ha mandato».


Il tempo che Dio perde con noi delle volte è davvero un tempo in perdita, perché così come noi continuiamo a sprecare innumerevoli opportunità che Egli nasconde nella nostra vita, molti altri, a pari merito certamente avrebbero vissuto meglio e deciso di vivere meglio. Credo che questo sia il peso del "guai" presente nel Vangelo di oggi: "Guai a te, Corazìn, guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che avvennero in mezzo a voi, già da tempo, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite". Ma questa constatazione non è senza conseguenze. Gesù non vuole metterci davanti alla paura di una conseguenza negativa, ma davanti al realismo di chi fa sempre una brutta fine perché non ha deciso in tempo. Ancora una volta mi tornano alla mente le parole scritte in grande in una Chiesa di Roma: "Facemo bene adesso c'avemo tempo". Tutte le volte che le leggo mi sento il cuore trafiggere perché intuisco che non ho tutto il tempo, ma solo questo, quello che mi è dato oggi, e non posso non approfittarne. #dalvangelodioggi


 

Gesù, il primo difensore della libertà dei ‘dissidenti’ (Tracce di Parola di Dio del 3.10.2017)

L’ultimo tragitto che separa Gesù da Gerusalemme inizia con un incidente di percorso. Un gruppo di Samaritani si rifiuta di farlo entrare nel proprio villaggio. E’ l’infinita libertà dell’uomo che decide vittorie o sconfitte anche per il Figlio di Dio, non accorgendosi che ogni volta che Gesù perde, sono in realtà loro stessi a perdere. Nonostante ciò, Dio non si rimangia lo spazio di libertà che ha concesso all’uomo. Senza di essa, non ci sarebbe nulla, non esisterebbe nemmeno l’amore, sarebbe tutto semplicemente determinato, stabilito, artificialmente perfetto. Ma il vangelo non nasconde nulla, non tace anche le chiusure, i fallimenti pastorali, e le frustrazioni dei discepoli che a quella chiusura rispondono con la violenza: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Non riescono a sopportare il fatto che qualcuno si chiuda a quel messaggio, non riescono a tollerare le vertigini della libertà che si portano addosso anche quelli che dicono di no. L’amicizia con Gesù, l’esperienze maturate con Lui, la spiritualità appresa in quegli anni non li tutela dalla tentazione dell’integralismo. Ed è proprio Gesù a richiamarli alle logiche vere, non a quelle delle loro aspettative: “ Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio”. il vangelo tace sulle parole usate da Gesù, di certo però è paradossale il fatto che sia proprio Gesù, il primo difensore della libertà dei ‘dissidenti’. Non sono i discepoli a calmare Lui, ma Lui a calmare i bollori dei discepoli che a volte si fanno talmente prendere la mano da infrangere il tratto più Santo che ci portiamo addosso dell’immagine e somiglianza di Dio: la libertà. E la libertà ha tempi, alfabeti e modalità diverse che vanno rispettati, compresi e tenuti sempre in considerazione. #dalvangelodioggi

Sordità "ama-toriale" (Tracce di Parola di Dio del 21.09.2017)

"Non sono i sani che hanno bisogno del medico ma i malati". Così Gesù liquida le critiche della gente che mal sopportavano questo suo rapporto troppo amicale con peccatori, prostitute e deliquenti vari. Certamente neanche a noi avrebbe lasciati indifferenti questa sua predilezione, ma il vero problema non ce l'ha Gesù ma noi. Se una medicina la si prende quando si è malati, ovviamente quando si sta bene non la si prende. Quindi il problema è capire se siamo malati o meno. Ma malati di cosa? Di una malattia di cui soffriamo tutti: sentirci amati. Quando un uomo non si sente amato non funziona, non è felice, non riesce a diventare se stesso, così molte volte cerca di riempire da solo questo bisogno, e nel far questo combina quei grandi guai che noi chiamiamo peccati. E' strano ma nella maggioranza delle volte noi pecchiamo nel tentativo di trovare una maniera di essere felici. E' in questo senso che Gesù ci viene incontro. Egli viene a ristabilire quella salute esistenziale che ci fa riappropriare della nostra vita. Ma finchè io penso di stare bene allora non capirò mai Gesù e non riuscirò mai a farlo sedere alla tavola della mia storia. Per noi Gesù è qualcuno da ammirare, per chi si ritiene peccatore invece Gesù è uno che ti cambia la vita. Matteo non ha ammirato Gesù, lo ha seguito: "Gesù gli disse: Seguimi! Ed egli si alzò e lo seguì". #dalvangelodioggi