Il Crocifisso di Trani

crocifisso-colonnaNell’anno 1480 il pirata turco Dulcino sbarcò nelle Puglie e simise a saccheggiare il territorio. Massacrando e catturando schiavi, i musulmani misero a ferro e fuoco Vieste, poi attaccarono Trani, dove misero a sacco anche la cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta ed edificata proprio sul mare. La razzia proseguì a spese del convento francescano di Colonna. Il convento fu dato alle fiamme e tutti gli oggetti preziosi che vi si trovavano vennero portati via. Nel bottino c’era anche un Crocifisso di legno risalente ai primi anni del secolo. Alto un metro e mezzo circa, recava incastonata in cima una reliquia: un frammento della Vera Croce. La nave dei pirati era ancorata al largo e i razziatori stavano per raggiungerla in barca. Ma il natante si rivelò ingovernabile, quantunque il mare fosse calmo. Imbestialito, Dulcino se la prese col Crocifisso, assestandogli un colpo di lancia sul viso. Questo cominciò a sanguinare e i pirati, impauriti, lo gettarono in acqua. La barca riprese d’improvviso il suo assetto e quelli ne approfittarono per raggiungere in fretta la loro nave. Il Crocifisso fu ritrovato dopo qualche giorno sulla spiaggia. Dal taglio sul volto ancora usciva sangue. Quel giorno era un 3 maggio.
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