Celestino V

Era di Isernia, città di cui è protettore, e si chiamava Pietro. Nato verso il 1215 da poveri contadini, fu affascinato dai francescani detti Spirituali (vicini all’eresia) e ne prese il saio. Ma poi optò per la vita eremitica. Nel 1248 fu ordinato sacerdote a Roma. Tornato negli Abruzzi, si piazzò in una grotta del monte Morrone. Poi, attorniato da discepoli, si spostò sulla Maiella. Urbano IV e poi Gregorio X approvarono i suoi Fratelli dello Spirito Santo, detti Celestini. Nel 1294 a Perugia, dopo due anni di conclave, fu eletto papa per via della fama di santità che lo circondava. Ma era ormai ottantenne e non aveva la giusta personalità per la situazione politica del tempo. Sperperò fiumi di denaro in benefici, favorì particolarmente il suo ordine ed ebbe un occhio di tutto riguardo per i sospetti Spirituali. Addirittura, Carlo II d’Angiò riuscì a fargli nominare sette cardinali francesi su dodici. Carlo, che era re di Napoli, ottenne perfino di far trasferire il papa nella sua città. Quando Pietro aprì gli occhi, si dimise (provocando lo sdegno di Dante per «il gran rifiuto»).Ma era popolarissimo e il nuovo papa, Bonifacio VIII, per sicurezza lo fece chiudere nel castello di Fumone, presso Anagni. Morì nel 1313.
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