Santi Pietro e Paolo

Sulla rivista «Paulus» (marzo 2009) Graziano Motta ha ricordato la storia della catena di s. Paolo, conservata nell’abbazia benedettina di Roma. Inizialmente lunga un metro, di essa rimangono solo nove anelli a forma di 8. Legava il polso di Paolo a quello del soldato che ne aveva la custodia negli anni dal 61 al 63, mentre l’Apostolo era agli arresti domiciliari a Roma. Paolo fu decapitato in località Aquae Salviae (oggi Tre Fontane). Una donna, Perpetua, cieca a un occhio, vide il prigioniero, pianse e recuperò miracolosamente la vista. La venerazione per la reliquia è antica. Il papa Gregorio Magno ne donò un frammento all’Augusta Costantina. Già allora era in uso che un prete desse un po’ di limatura ai fedeli che ne facevano richiesta (anche se il ferro sembrava scegliere a chi darsi, perché molte volte risultava inattaccabile). Bevuta con acqua dai malati, li guariva. Nelle feste della Conversione di s. Paolo e dei ss. Pietro e Paolo nel monastero romano intitolato all’Apostolo il reliquiario con la catena veniva esposto solennemente. Nel 1639 gli anelli della catena erano 13. Due sono stati donati nel 2006 da Giovanni Paolo II all’arcivescovo di Atene, Christodulos. Non si sa quanti fossero all’inizio.

© Il Giornale

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