Louis e Zélie Martin

Si tratta dei genitori di s. Teresina di Lisieux (carmelitana, morta ventiquattrenne e dichiarata co-patrona della Francia nonché patrona delle missioni - anche se non si mosse mai dal suo convento). Li si commemora oggi perché il 12 luglio è l’anniversario del loro matrimonio. Come i coniugi Quattrocchi, la loro è una coppia esemplare dal punto di vista cristiano (e, dunque, da tutti i punti di vista). Negli ultimi tempi ci si era quasi dimenticati che il matrimonio è un sacramento al pari degli altri sei e che, perciò, costituisce una via di santificazione. Chi cerca il Regno dei Cieli prima di tutto, come dice il vangelo, riceve il centuplo già su questa terra. Così, due coniugi cristiani possono trovare pace e felicità senza bisogno di «consulenti», a patto che si sforzino di seguire il vangelo (come ogni cristiano, del resto, dovrebbe fare). Magari fin dalla scelta iniziale. Infatti, il romanticismo (mai morto; anzi, ossessivamente reiterato da film e canzoni) vuole che ci si sposi «per amore», intendendo con «amore» l’infatuazione sentimentale più o meno intensa. Col risultato di usare minor criterio di quello che userebbe l’allevatore nella scelta di una vacca (parole non mie ma di s. Riccardo Pampuri).
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