
Al via le celebrazioni per la Festa del SS. Crocifisso 2026: un cammino di fede, novità e comunione per la comunità di Sant’Agata a Ferentino

....a settembre 2026

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a settembre la presentazione dei nuovi libretti in occasione della Festa del SS.Crocifisso

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SS.Crocifisso di fra Vincenzo da Bassiano


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Custodire un tesoro di fede e d'arte: la nuova cadenza per l’Esposizione del nostro Crocifisso
La devozione verso il Santissimo Crocifisso conservato nella chiesa di Sant’Agata a Ferentino rappresenta da oltre tre secoli uno dei cardini spirituali più profondi della nostra comunità. Il simulacro, capolavoro ligneo scolpito nel 1669 da fra Vincenzo da Bassiano, non è soltanto un simbolo di fede ardente e conforto per generazioni di fedeli, ma è anche un’opera d’arte seicentesca di inestimabile valore storico e artistico.
Proprio in virtù dell’amore che tutti noi nutriamo per questo sacro patrimonio, è nata una riflessione condivisa tra la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, la Diocesi e la famiglia religiosa dell’Opera Don Guanella, volta a conciliare la pietà popolare con la doverosa tutela del simulacro.
Lo sguardo della storia: tra solennità e straordinarietà
Ripercorrendo la storia dell'esposizione del Crocifisso - come documentato con cura nelle memorie storiche parrocchiali —, scopriamo che la sua ostensione sull’altare non è mai stata una consuetudine annuale ordinaria.
Fino all’inizio degli anni ’90 (in particolare fino al 1991), la venerata effigie veniva svelata ed esposta solo in circostanze eccezionali e anniversari solenni:
- in occasione degli Anni Santi giubilari;
- per significativi centenari e cinquantenari della Redenzione o della scultura stessa;
- in ricorrenze storiche dell’Opera Don Guanella e della vita parrocchiale;
- in momenti comunitari di forte implorazione e ringraziamento (come durante i conflitti mondiali o per il rientro del simulacro dopo gli eventi bellici del 1944).
La processione cittadina, parimenti, ha sempre mantenuto il carattere di evento straordinario, legata principalmente alle celebrazioni giubilari diocesane e universali.
A partire dagli anni Novanta si era fatta strada la prassi di esporre la statua ogni anno in occasione della festa di settembre. Una consuetudine dettata senza dubbio dal sincero affetto dei fedeli, ma che ha progressivamente aumentato le sollecitazioni fisiche a carico di una struttura lignea policroma antica e intrinsecamente delicata.
La cura del simulacro: preservare un legno del Seicento
Il grande intervento di restauro del 2009, unito alle verifiche conservative e ai ritocchi susseguitisi nel tempo (nel 2011, nel 2015, nel maggio 2024 e in vista del Giubileo del 2025), ha messo in luce una realtà ineludibile: il legno del 1669 e i suoi strati pittorici risentono fortemente dei movimenti meccanici, delle movimentazioni per l'ostensione e delle variazioni microclimatiche.
Ogni discesa, spostamento e ricollocazione comporta vibrazioni e sollecitazioni strutturali che, ripetute annualmente, rischiano di compromettere l'integrità dell'opera.
Per questo motivo, accogliendo le precise indicazioni tecniche e di tutela formulate dalla Soprintendenza, la Parrocchia e la Diocesi hanno scelto responsabilmente di adottare una cadenza quinquennale per l'esposizione solenne, riservando inoltre l'ostensione e la processione alle grandi tappe universali della Chiesa, ovvero gli Anni Santi.
La prima grande pietra miliare di questo cammino sarà, dopo il Giubileo della Speranza, lo straordinario appuntamento del 2033, Anno Santo della Redenzione.
Un'attesa che educa la fede
Tornare a una cadenza ritmata e solenne non significa affatto allontanare il Crocifisso dai fedeli.
Al contrario, significa:
Riscoprire il senso dell'attesa: l'evento straordinario ogni cinque anni restituisce alla festa parrocchiale un sapore di singolare intensità e preparazione spirituale.
Custodire per il futuro: consentire ai nostri figli e alle generazioni future di poter contemplare e pregare davanti allo stesso simulacro scolpito da fra Vincenzo, senza che il tempo e l'usura ne cancellino la bellezza.
Valorizzare la preghiera quotidiana: il Crocifisso continua a vegliare su Ferentino e sulla comunità di Sant'Agata ogni giorno dalla sua custodia, dove ciascuno può sostare in silenzio e raccoglimento.
Prendersi cura della sacra effigie significa onorare chi l'ha realizzata e chi l'ha custodita prima di noi. Con questo spirito di comunione e senso di responsabilità, la nostra comunità si prepara a vivere i prossimi appuntamenti giubilari con un cuore ancora più grato e attento.

L'Adorazione Eucaristica

La Via Crucis

La preghiera a Maria SS.ma
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La S. Messa
Riflessione sul Vangelo del giorno
di don Luigi Maria Epicoco
Mt 15,1-2.10-14
«Lasciateli! Sono ciechi e guide di ciechi». Sono parole molto dure quelle che Gesù pronuncia nel Vangelo di oggi. Ma non sono rivolte contro la fragilità delle persone. Sono rivolte contro un modo sbagliato di vivere la responsabilità. Una guida che non vede non soltanto smarrisce la strada, ma trascina fuori strada anche coloro che si fidano di lei. Tutto nasce da un'affermazione che, in fondo, è molto semplice: «Non quello che entra nella bocca rende impuro l'uomo, ma quello che esce dalla bocca». Gesù sposta l'attenzione dall'esteriorità al cuore. Il vero problema non è l'osservanza formale di alcune regole, ma ciò che abita dentro di noi. Perché dalle parole escono i pensieri, dalle scelte emerge ciò che portiamo nel cuore, e proprio lì si decide la verità della nostra vita. È significativo allora che oggi la Chiesa celebri san Giovanni Maria Vianney, il Curato d'Ars. Egli rappresenta l'esatto contrario delle guide cieche denunciate da Gesù. Non era un uomo perfetto né un grande intellettuale, ma era un uomo che aveva lasciato Dio illuminare il proprio cuore. Per questo è diventato una guida capace di condurre gli altri non verso se stesso, ma verso il Signore. La sua vita ci ricorda che il mondo non ha bisogno semplicemente di persone competenti, ma di persone trasparenti. Non bastano guide preparate se manca un cuore convertito. Chi accompagna gli altri nella fede può farlo davvero soltanto se continua, per primo, a lasciarsi guidare da Dio. Questo vale in modo particolare per i sacerdoti, ma riguarda, in fondo, ogni cristiano. Ognuno di noi, in qualche misura, diventa un punto di riferimento per qualcuno: in famiglia, sul lavoro, tra gli amici, nella comunità. La domanda allora è inevitabile: sto conducendo gli altri verso Cristo o fuori strada? Per questo oggi è bello pregare per tutti i sacerdoti, perché il Signore doni alla Chiesa ministri santi, innamorati di Dio e totalmente dedicati al servizio del suo popolo. Dalla conversione di un prete dipende tanto il destino di un popolo a lui affidato. Pregate per noi!
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«Io sono la salvezza del popolo», dice il Signore.
«In qualunque prova mi invocheranno, li esaudirò,
e sarò loro Signore per sempre».
























