
La Parrocchia di S.Agata e la comunità guanelliana di Ferentino
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SS.Crocifisso di fra Vincenzo da Bassiano


Cappella sotterranea
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🕊️ Alle radici della nostra memoria: la Cripta di Sant'Agata, il primo cimitero cristiano di Ferentino
Il 2 novembre, nella Commemorazione di tutti i fedeli defunti, lo sguardo della nostra comunità si volge al ricordo dei propri cari e, insieme, alle radici più profonde della nostra fede e della nostra identità cittadina.
C'è un luogo a Ferentino dove il silenzio della pietra custodisce gli albori della cristianità locale: la Cripta della Chiesa di Sant'Agata (Cappella sotterranea della Madonna dei Sette Dolori). Prima ancora di essere luogo di raccoglimento e di culto devozionale, questo spazio ipogeo rappresenta storicamente il primo cimitero cristiano di Ferentino.
In epoca paleocristiana, nei tempi difficili in cui professare la fede richiedeva riservatezza e coraggio, i primi fedeli della città scelsero questo luogo sotterraneo come sepolcreto comunitario per dare degna sepoltura ai propri fratelli nella speranza della Resurrezione. Fu proprio in questo grembo di pietra che trovò il suo primo riposo clandestino il corpo del centurione e martire Ambrogio, nostro patrono, martirizzato all'inizio del IV secolo e qui gelosamente custodito fino alla solenne traslazione sull'Acropoli nel 1108.
Oggi, camminare su quel pavimento e osservare attraverso il cristallo le tracce delle antiche sepolture e dello scavo archeologico significa toccare con mano l'origine della nostra storia. Quei resti e quelle pietre parlano di generazioni lontane che hanno gettato le fondamenta umane e spirituali della nostra città.
In questo giorno di raccoglimento, ricordiamo con una preghiera tutti i defunti di Ferentino, rivolgendo un pensiero speciale a quei primi fratelli nella fede che in questo sepolcro riposano da secoli e la cui testimonianza vive ancora nel cuore della nostra comunità.
📍 Parrocchia di Sant'Agata – Ferentino
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L'Adorazione Eucaristica

La Via Crucis

La preghiera a Maria SS.ma
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La S. Messa
Riflessione sul Vangelo del giorno
di don Luigi Maria Epicoco
Mt 15,1-2.10-14
«Lasciateli! Sono ciechi e guide di ciechi». Sono parole molto dure quelle che Gesù pronuncia nel Vangelo di oggi. Ma non sono rivolte contro la fragilità delle persone. Sono rivolte contro un modo sbagliato di vivere la responsabilità. Una guida che non vede non soltanto smarrisce la strada, ma trascina fuori strada anche coloro che si fidano di lei. Tutto nasce da un'affermazione che, in fondo, è molto semplice: «Non quello che entra nella bocca rende impuro l'uomo, ma quello che esce dalla bocca». Gesù sposta l'attenzione dall'esteriorità al cuore. Il vero problema non è l'osservanza formale di alcune regole, ma ciò che abita dentro di noi. Perché dalle parole escono i pensieri, dalle scelte emerge ciò che portiamo nel cuore, e proprio lì si decide la verità della nostra vita. È significativo allora che oggi la Chiesa celebri san Giovanni Maria Vianney, il Curato d'Ars. Egli rappresenta l'esatto contrario delle guide cieche denunciate da Gesù. Non era un uomo perfetto né un grande intellettuale, ma era un uomo che aveva lasciato Dio illuminare il proprio cuore. Per questo è diventato una guida capace di condurre gli altri non verso se stesso, ma verso il Signore. La sua vita ci ricorda che il mondo non ha bisogno semplicemente di persone competenti, ma di persone trasparenti. Non bastano guide preparate se manca un cuore convertito. Chi accompagna gli altri nella fede può farlo davvero soltanto se continua, per primo, a lasciarsi guidare da Dio. Questo vale in modo particolare per i sacerdoti, ma riguarda, in fondo, ogni cristiano. Ognuno di noi, in qualche misura, diventa un punto di riferimento per qualcuno: in famiglia, sul lavoro, tra gli amici, nella comunità. La domanda allora è inevitabile: sto conducendo gli altri verso Cristo o fuori strada? Per questo oggi è bello pregare per tutti i sacerdoti, perché il Signore doni alla Chiesa ministri santi, innamorati di Dio e totalmente dedicati al servizio del suo popolo. Dalla conversione di un prete dipende tanto il destino di un popolo a lui affidato. Pregate per noi!
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APPUNTAMENTI DELLA SETTIMANA
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Lunedì
2 novembre 2026Commemorazione dei fedeli defunti:
Sante Messe alle ore: 8.30 - 18.00 - 19.30
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Martedì
3 novembre 2026 -
Mercoledì
4 novembre 2026 -
Giovedì
5 novembre 2026Alle 08.30 S.Messa con esposizione e adorazione Eucaristica fino alle ore 12.00
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Venerdì
6 novembre 2026 -
Sabato
7 novembre 2026 -
Domenica
8 novembre 2026XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO A
Giunga fino a te la mia preghiera,
tendi l’orecchio alla mia supplica, Signore. (Sal 87,3)




















