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Custodire un tesoro di fede e d'arte: la nuova cadenza per l’Esposizione del nostro Crocifisso

 La devozione verso il Santissimo Crocifisso conservato nella chiesa di Sant’Agata a Ferentino rappresenta da oltre tre secoli uno dei cardini spirituali più profondi della nostra comunità. Il simulacro, capolavoro ligneo scolpito nel 1669 da fra Vincenzo da Bassiano, non è soltanto un simbolo di fede ardente e conforto per generazioni di fedeli, ma è anche un’opera d’arte seicentesca di inestimabile valore storico e artistico.

Proprio in virtù dell’amore che tutti noi nutriamo per questo sacro patrimonio, è nata una riflessione condivisa tra la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, la Diocesi e la famiglia religiosa dell’Opera Don Guanella, volta a conciliare la pietà popolare con la doverosa tutela del simulacro.

Lo sguardo della storia: tra solennità e straordinarietà

Ripercorrendo la storia dell'esposizione del Crocifisso - come documentato con cura nelle memorie storiche parrocchiali —, scopriamo che la sua ostensione sull’altare non è mai stata una consuetudine annuale ordinaria.

Fino all’inizio degli anni ’90 (in particolare fino al 1991), la venerata effigie veniva svelata ed esposta solo in circostanze eccezionali e anniversari solenni:

- in occasione degli Anni Santi giubilari;

- per significativi centenari e cinquantenari della Redenzione o della scultura stessa;

- in ricorrenze storiche dell’Opera Don Guanella e della vita parrocchiale;

- in momenti comunitari di forte implorazione e ringraziamento (come durante i conflitti mondiali o per il rientro del simulacro dopo gli eventi bellici del 1944).

La processione cittadina, parimenti, ha sempre mantenuto il carattere di evento straordinario, legata principalmente alle celebrazioni giubilari diocesane e universali.

A partire dagli anni Novanta si era fatta strada la prassi di esporre la statua ogni anno in occasione della festa di settembre. Una consuetudine dettata senza dubbio dal sincero affetto dei fedeli, ma che ha progressivamente aumentato le sollecitazioni fisiche a carico di una struttura lignea policroma antica e intrinsecamente delicata.

La cura del simulacro: preservare un legno del Seicento

Il grande intervento di restauro del 2009, unito alle verifiche conservative e ai ritocchi susseguitisi nel tempo (nel 2011, nel 2015, nel maggio 2024 e in vista del Giubileo del 2025), ha messo in luce una realtà ineludibile: il legno del 1669 e i suoi strati pittorici risentono fortemente dei movimenti meccanici, delle movimentazioni per l'ostensione e delle variazioni microclimatiche.

Ogni discesa, spostamento e ricollocazione comporta vibrazioni e sollecitazioni strutturali che, ripetute annualmente, rischiano di compromettere l'integrità dell'opera.

Per questo motivo, accogliendo le precise indicazioni tecniche e di tutela formulate dalla Soprintendenza, la Parrocchia e la Diocesi hanno scelto responsabilmente di adottare una cadenza quinquennale per l'esposizione solenne, riservando inoltre l'ostensione e la processione alle grandi tappe universali della Chiesa, ovvero gli Anni Santi.

La prima grande pietra miliare di questo cammino sarà, dopo il Giubileo della Speranza, lo straordinario appuntamento del 2033, Anno Santo della Redenzione.

Un'attesa che educa la fede

Tornare a una cadenza ritmata e solenne non significa affatto allontanare il Crocifisso dai fedeli.
Al contrario, significa:

Riscoprire il senso dell'attesa: l'evento straordinario ogni cinque anni restituisce alla festa parrocchiale un sapore di singolare intensità e preparazione spirituale.

Custodire per il futuro: consentire ai nostri figli e alle generazioni future di poter contemplare e pregare davanti allo stesso simulacro scolpito da fra Vincenzo, senza che il tempo e l'usura ne cancellino la bellezza.

Valorizzare la preghiera quotidiana: il Crocifisso continua a vegliare su Ferentino e sulla comunità di Sant'Agata ogni giorno dalla sua custodia, dove ciascuno può sostare in silenzio e raccoglimento.

Prendersi cura della sacra effigie significa onorare chi l'ha realizzata e chi l'ha custodita prima di noi. Con questo spirito di comunione e senso di responsabilità, la nostra comunità si prepara a vivere i prossimi appuntamenti giubilari con un cuore ancora più grato e attento.

crocifisso in restauro artistica