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Potino

Al tempo dell’imperatore Marco Aurelio la comunità cristiana di Lione era guidata dal vecchio vescovo Potino, di cui si diceva che aveva conosciuto s. Giovanni l’Evangelista. Infuriava la persecuzione e sovente i cristiani venivano cacciati a furor di popolo dai mercati e dai bagni. Finirono col vivere nascosti ma molti erano quelli che soccombevano ai pestaggi. Finalmente le guardie misero le mani sul vescovo, malfermo sulle gambe e ormai molto malato. Lo portarono davanti al governatore, il quale lo sottopose al solito processo. Interrogato se fosse lui il capo dei cristiani rispose di sì. Invitato a sacrificare agli idoli rifiutò. I pagani non erano religiosi nel senso che intendiamo oggi: gli dèi, capricciosi e vendicativi, andavano propiziati con cerimonie precise, in cui il rispetto del dettaglio era importante appunto per non offrire al «dio» la scusa per irritarsi. Per questo i Padri della Chiesa dicevano che gli dèi pagani non erano altro che demoni. Infatti, ispiravano timore e solo quello. L’idea di una divinità benevola, provvidente, da amare e in cui avere fede è cristiana. Ai pagani interessava solo l’esattezza del rito e il fatto che tutti lo eseguissero. Perciò Potino fu malmenato. Morì in carcere due giorni dopo.